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PROPOSTA DI RISOLUZIONE

OGGETTO: Nuove forme di collaborazione scuola-famiglia per progetti educativi da svolgersi nell’ambito delle scuole materne, primarie e secondarie di primo e secondo grado

 

PREMESSO CHE

-          E’ accaduto nelle scuole che professori o maestri abbiano sviluppato, organizzato e proposto programmi didattici connessi al tema dell’educazione sessuale senza un’adeguata collaborazione con le famiglie dei bambini/ragazzi e in alcuni casi senza la richiesta del consenso da parte dei genitori e/o una proposta didattica alternativa;

-          A seguito della divulgazione del documento “Standard per l’educazione sessuale in Europa”, stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, inizierà a farsi strada ancor di più la tendenza a sviluppare progetti scolastici con finalità pedagogiche e aventi ad oggetto l’educazione sessuale;

 

CONSIDERATO CHE

 

1)                  l’art. 14 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea riconosce il diritto dei genitori di provvedere all'educazione e all'istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche;

2)                  l’art. 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo garantisce ad ogni individuo la libertà di manifestare, isolatamente o pubblicamente, i propri valori religiosi nell’educazione;

3)                  l’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo attribuisce ai genitori il diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli;

4)                  l’art. 30 della Costituzione italiana garantisce riconosce il diritto dei genitori di istruire ed educare i figli;

5)                  l’art. 144 del Codice Civile riconosce ai coniugi  il diritto di concordare tra loro l’indirizzo della vita familiare, secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia;

6)                  l’art. 147 del Codice Civile impone ai coniugi l’obbligo di istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli;

7)                  l’art. 725 del Codice Penale vieta la distribuzione di scritti, disegni o altri oggetti figurati potenzialmente idonei ad offendere la pubblica decenza, imponendo pertanto un’attenta valutazione preliminare sul materiale da utilizzare per finalità didattiche di educazione sessuale, anche in considerazione della minore età dei soggetti coinvolti;

 

 

RITENUTO CHE

 

1)      Il sesso e la sessualità sono una dimensione della persona umana molto profonda e intima, che ha legami e connessioni con l'assetto valoriale e il contesto etico nel quale sono necessariamente inscritti i comportamenti sessuali. Per un sano sviluppo del bambino/ragazzo è importante che vengano rispettati primariamente valori e assunti etici del contesto sociale di provenienza e di maggiore importanza per il bambino/ragazzo stesso;

2)      E’ accertato che lo sviluppo sessuale avviene in modi e tempi diversi tra maschi e femmine e tra i singoli individui e non tutti i bambini/ragazzi giungono a interrogarsi e a considerare i temi connessi alla sessualità in tempi simili. I tempi di sviluppo fisiologico e psicologico sono variabili da individuo ad individuo e tra i percorsi di sviluppo individuali possono verificarsi asincronie anche di anni. Non è opportuno affrontare un discorso tanto delicato senza tener conto delle necessità dei singoli bambini;

3)      Modi e linguaggio usati per veicolare i contenuti dell’educazione sessuale dovrebbero essere quanto più adeguati alle caratteristiche e possibilità dell’individuo al quale si vuol parlare. Questo presuppone una capacità di osservazione e di conoscenza del singolo bambino/ragazzo molto elevata che necessita il punto di osservazione privilegiato dei genitori, mentre qualsiasi discorso affrontato in gruppo deve necessariamente essere presentato in maniera omogenea per tutti e quindi non può prendere in considerazioni le singolarità;

 

Tanto premesso, considerato e ritenuto si

                                                            IMPEGNA IL CONSIGLIO

-                      a sollecitare il Presidente e la Giunta affinché pongano in essere, anche attraverso un apposito protocollo d’intesa, forme di collaborazione con i dirigenti degli istituti materni e scolastici presenti sul proprio territorio, finalizzate a garantire:

a) il pieno e formale consenso unitamente alla collaborazione delle famiglie, delle associazioni famigliari e genitoriali su programmi didattici connessi al tema dell’educazione sessuale;

 b) l’esistenza di programmi didattici alternativi ove necessario;

-                      a farsi promotori, tramite il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici, di un’apposita convenzione con i dirigenti degli istituti scolastici della Capitale al fine di chiarire modalità e contenuti didattici relativi al tema dell’educazione sessuale

-                      a intercedere presso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, affinché l’Ente ministeriale possa promuovere iniziative finalizzate a favorire la libertà di scelta sul tema e a stabilire una particolare forma di esonero per coloro che non intendano frequentare i corsi di educazione sessuale

-                      a programmare una campagna di sensibilizzazione presso le scuole sul tema

 

Cons. Giuseppe Scicchitano (Fratelli d'Italia)

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